Sala 26 – Raffaello e Andrea del Sarto
Questa sala è dominata dalla presenza di due grandi artisti, figure di spicco del primo Cinquecento: il fiorentino Andrea del Sarto e l’urbinate Raffaello.
Quest’ultimo giunge a Firenze nel 1504 e vi rimane fine al 1508. In questo periodo dipingerà opere splendide come la Madonna del cardellino (1505-1506 circa), qui esposta. E’ evidente l’influenza leonardesca nel paesaggio e nella composizione piramidale della figure, ma allo stesso tempo emergono alcune caratteristiche dello stile personale di Raffaello: l’estrema dolcezza dei gesti, la bellezza dei volti femminili, un grande serenità.
Sempre di Raffaello troviamo anche un famoso Autoritratto (1506 circa) e il ritratto del papa, figlio di Lorenzo il Magnifico, Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi (1518).
Nella sala è esposta inoltre l’opera più famosa di Andrea del Sarto, la Madonna delle Arpie (1517), basata su alcuni versi del Libro dell’Apocalisse. In questo dipinto emergono le varie influenze dell’artista: il classicismo della tradizione fiorentina ma anche le conquiste di Leonardo, Michelangelo e Raffaello.
Andrea del Sarto è quindi un artista importante per comprendere il passaggio dal tardo Rinascimento al Manierismo a Firenze, sebbene la sua fama sia stata eclissata da altri grandi nomi della storia dell’arte.


